Dietro al nome complicato – Importante Progetto di Comune Interesse Europeo o IPCEI – si cela un investimento da oltre 1 miliardo di Euro ed il coinvolgimento di 12 imprese e due centri di ricerca italiani.

Ufficialmente partito il 25 gennaio, il progetto vuole generare una catena del valore sostenibile per la produzione e lo smaltimento delle batterie per veicoli e dispositivi elettrici.

Un passo fondamentale in vista della transizione completa dai combustibili fossili all’energia pulita secondo gli obiettivi fissati dall’Unione Europea, che mira a trasformare radicalmente il proprio tessuto economico ed industriale, attraverso una transizione verde e digitale che porterà l’Europa alla neutralità climatica nel 2050.

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IPCEI, tanti Paesi membri per rendere le batterie sostenibili

Gli obiettivi di interesse comunitario sono riassumibili nelle parole ‘valore’ e ‘sostenibile’.

Il passaggio ad un utilizzo di massa dei trasporti elettrici porterà con sé degli inevitabili problemi legati alla produzione, gestione e smaltimento delle batterie.

La UE intende dunque studiare una catena del valore sostenibile ed innovativa che dovrà portare l’Europa a produrre materie prime, celle, moduli e sistemi di batterie di nuova generazione; target finale: la riconversione e il riciclaggio delle batterie con metodi innovativi e più efficienti.

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Le novità rispetto al primo IPCEI

Rispetto al primo progetto europeo sulle batterie, questo secondo IPCEI vede estendersi notevolmente la platea delle imprese partecipanti, anche dal punto di vista geografico e, grazie all’inclusione di diversi produttori di apparecchiature, fornisce un’ulteriore dimensione trasversale della catena del valore delle batterie non affrontata finora nel primo analogo IPCEI, che sarà cruciale per la sostenibilità e l’innovatività della stessa catena del valore.

Questo nuovo IPCEI consentirà la completa realizzazione di una catena di valore pienamente integrata nell’UE in grado di produrre celle, moduli e sistemi di batterie su larga scala, consentendo la riconversione, il riciclo e la raffinazione su scala industriale, coerentemente con i nuovi modelli di economia circolare richiesti da Bruxelles.

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Una forte partecipazione italiana

L’Italia partecipa a questo importante progetto, su impulso del Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, con ben 12 imprese (Endurance, Enel X, Engitec, FCA Italy, Fiamm, Fluorsid Alkeemia, FPT Industrial, Green Energy Storage, Italmatch Chemicals, Manz Italia, Midac, Solvay) e 2 centri di ricerca (ENEA e Fondazione Bruno Kessler), consolidando il proprio presidio innovativo nel campo delle batterie di nuova generazione grazie agli investimenti programmati attraverso questo grande progetto: l’erogazione di aiuti di stato per oltre 600 milioni di euro, produrrà un investimento totale di oltre 1 miliardo a livello nazionale.

Gli altri Paesi partecipanti sono Austria, Belgio, Croazia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Polonia, Slovacchia, Spagna e Svezia.

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