La trasformazione che ha subito la logistica negli ultimi anni ha una delle sue dimensioni più palesi nella quantità di piccole consegne effettuate giornalmente all’interno delle città.

Quello che viene chiamato “ultimo miglio”, cioè il trasporto dal centro logistico di raccolta della merce proveniente da diversi punti di produzione e/o di commercializzazione, al cliente finale, ha ormai acquisito un peso determinante nella gestione dell’intera supply chain.

La spinta decisiva che l’e-commerce ha dato, e continua a dare, al sistema di consegne a domicilio ha modificato usi ed abitudini d’acquisto costringendo l’intero settore, dagli approvvigionamenti dei materiali al trasporto dei prodotti finiti, ad adeguarsi.

Individuate le mille criticità quotidiane e trovate le relative soluzioni, l’ultimo miglio ha però continuato a rappresentare un problema dove al mix logistico si è aggiunta la variabile città, la sua percorribilità unitamente a quella costituita dai lavoratori a cui è richiesto spesso un surplus di impegno per rispettare i tempi di percorrenza, gli orari di consegna, la qualità del servizio.

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Lo scenario di settore

Scandit, società leader nella smart data capture, ha, a fine novembre 2022, pubblicato una propria ricerca, “Global Delivery Insight-Driver Views from the Last Mile”, condotta su oltre 1200 conducenti e fattorini impegnati nelle consegne nell’ultimo miglio, in undici paesi e cioè Regno Unito, Germania, Spagna, Francia, Italia, Stati Uniti, Brasile, Messico, Giappone, Australia e India. 

L’indagine descrive la trasformazione del ruolo degli autisti addetti alle consegne e soprattutto come è aumentato nel tempo il loro carico di lavoro e quali siano le pressioni che sono chiamati a gestire.

In sintesi, è aumentato il numero di pacchi da consegnare ma sono maggiori anche le responsabilità e le richieste avanzate per operare più celermente.

Negli ultimi cinque anni il volume delle consegne si è moltiplicato, a parere della maggioranza degli intervistati. Nello stesso periodo è aumentata anche la carenza di personale ed è parimenti cresciuta la pressione sulla forza lavoro rimasta.

 

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Nel dettaglio, in media, nei paesi esaminati si consegna un pacco ogni sei minuti e mezzo, negli Stati Uniti si effettuano nove fermate all’ora mentre in Italia si toccano le dieci consegne nello stesso lasso di termine.

Per il 67% degli intervistati lo scenario evidenzia che il lavoro si è complicato per la necessità di dover completare le consegne in più punti, percentuale che in Italia si alza al 71%.

Il 66% del campione rileva le maggiori richieste di velocità mentre in percentuale analoga il campione segnala la necessità di completare anche nuove attività come la verifica dell’identità del destinatario della consegna alla porta. Atteggiamento presente anche in Italia ma in misura un po’ inferiore (61%)

I driver italiani, per contro, come fattore di stress indicano per il 27% il traffico e la difficoltà a trovare gli indirizzi corretti, per il 25% i clienti maleducati e per il 15% la presenza di un animale aggressivo nel luogo di consegna.

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Le nuove sfide 

E’ indubbio che i driver addetti alle consegne ricoprano un nodo cruciale per questo settore della logistica in grande sviluppo. Conoscerne, quindi, le motivazioni e le criticità appare fondamentale per poterle affrontare e risolvere.

La ricerca indica che tale attività attira ancora i giovani, nonostante presenti un alto tasso di turnover, in quanto offre un lavoro flessibile.

Con riferimento alla realtà italiana, la scelta di questo impiego avviene, come motivo principale, oltre che per lo stipendio ed i benefit, importanti rispettivamente per il 34% ed il 25% degli intervistati, anche per l’equilibrio tra lavoro e vita privata (31%), e la brand reputation (33%).

Da rilevare come per i lavoratori statunitensi la salvaguardia della vita privata sia una priorità assoluta (44%).

Il fattore relativo alla disponibilità di una tecnologia che consenta la scansione ed il monitoraggio delle consegne sta acquistando sempre più peso nella scelta di questa tipologia di lavoro al punto che per il 22% è motivo di scelta tra più offerte di impiego. Ed è questo il settore su cui le aziende stanno lavorando