Un chiarimento al governo per il mondo degli hub logistici: le polemiche degli ultimi giorni in merito al rispetto delle misure di sicurezza sui posti di lavoro non devono confondere in quanto alla legittimità, per il magazzinaggio, di proseguire il proprio operato.

Fedespedi (Federazione nazionale delle Imprese di Spedizioni internazionali) punta ad ottenere una sottolineatura da parte delle Istituzioni sull’importanza del ruolo della logistica, per non diffondere incomprensioni che porterebbero allo stallo delle attività.

Il tutto, è chiaro, senza sminuire  quello che è un diverso ambito di discussione, ossia le richieste legittime di sindacati e lavoratori sul rispetto delle misure di contenimento del contagio sul posto di lavoro.

Saturazione degli hub, un rischio possibile

A preoccupare è l’effetto fisarmonica provocato dallo stop cinese e, successivamente, dalla ripartenza delle esportazioni orientali: adesso stanno convergendo in Occidente merci in quantità, andando ad incidere su un sistema logistico depotenziato dai lock down nostrani.

Le merci arrivano, anche quelle sinora inevase, ma le aziende non possono riceverle: come denunciato anche dalla logistica marittima, gli spazi per lo stoccaggio rischiano di esaurirsi.

Tutto ciò ha una conseguenza anche in termini economici, con ricarichi sulle merci, sulle aziende e sugli operatori.

Smaltire i flussi rispettando la sicurezza

Ecco dunque in quale contesto inserire l’intervento di Fedespedi, che si dice intenzionata a chiedere «al Governo di chiarire, in linea con l’indirizzo assunto nel D.P.CM. che l’attività dei magazzini è consentita in tutte le aziende, fatto salvo il rispetto delle condizioni previste e condivise a tutela della salute dei lavoratori. Questo chiarimento, volto a considerare in tutta la sua ampiezza l’attività di magazzinaggio che rientra a pieno titolo tra i codici ATECO esentati dalla sospensione dell’attività, è fondamentale per assicurare agli operatori del settore logistica, trasporto e spedizioni cui è chiesto il rispetto del Protocollo per il contrasto alla diffusione del contagio nei luoghi di lavoro e delle specifiche linee guida fornite dal MIT, di poter consegnare e ritirare presso i clienti le merci in arrivo o già prodotte e pronte per l’invio in ambito nazionale come internazionale, considerato che tre giorni di tempo possono non essere stati sufficienti».

Estensione delle franchigie e liquidità

Sul fronte delle misure a supporto del settore, Fedespedi guarda all’esperienza cinese, con gli gli operatori dello shipping, del terminalismo portuale e dell’handling aeroportuale che hanno esteso le franchigie per la sosta delle merci, in via del tutto eccezionale.

È rivolto poi ancora al Governo l’appello per la conferma di «misure a sostegno della liquidità e in generale volte ad alleviare le criticità che gli operatori stanno affrontando nel loro impegno al servizio dell’economia del Paese e dei fabbisogni di imprese e consumatori senza ulteriormente gravare sul commercio internazionale sul Made in Italy in particolare».

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