L’apertura dei lavori di presentazione della Ricerca del Politecnico di Milano, quest’anno incentrata sugli effetti della crisi sanitaria, è stata dedicata alla strategicità del settore, per il quale l’Associazione intende chiedere al Governo l’immediato riconoscimento di “servizio pubblico essenziale”, nonché l’inserimento dei contratti di servizi logistici nel codice civile.

«E’ doveroso sottolineare come – in un momento così difficile come è stata la prima fase della pandemia – a fianco di strutture e operatori sanitari impegnati con abnegazione in uno sforzo straordinario, un ruolo altrettanto importante sia stato svolto dagli operatori della logistica. A inizio 2020 si è corso il rischio oggettivo di aggiungere alla crisi sanitaria anche quella degli approvvigionamenti. Tutto questo però non è successo. La logistica in conto terzi, pur con enormi difficoltà e in un clima spesso caotico, ha invece dato una risposta di efficienza, evitando di fatto il tracollo del sistema socio-economico del nostro Paese».

Ha esordito così Andrea Gentile, presidente di Assologistica in apertura dei lavori odierni dell’edizione 2020 dell’Osservatorio Contract Logistics del Politecnico di Milano, quest’anno dedicato agli effetti dell’emergenza sanitaria sulla logistica in conto terzi.

Gentile ha ricordato come dal primo istante nel quale le autorità di Governo nazionale e sanitario hanno impartito direttive a tutela della salute pubblica e segnatamente quella dei lavoratori, Assologistica ha informato e sensibilizzato i propri associati attraverso un puntuale servizio di domande e risposte per affrontare in presa diretta l’immediata adozione di tali misure, incluse la raccomandazione di adozione del Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus negli ambienti di lavoro firmato dalle parti sociali sotto l’egida del Governo.

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Logistica servizio pubblico essenziale

«Ci sembra di cogliere da parte delle imprese adeguata consapevolezza dei problemi, adottando le misure previste nel Protocollo ed effettuando i conseguenti cambiamenti organizzativi – ha detto il presidente di Assologistica –  I ripetuti e autorevoli appelli delle più alte cariche istituzionali italiane hanno senz’altro contribuito ad accrescere il senso di responsabilità di imprenditori, manager e lavoratori, anche se si sono presentati casi di assenteismo, sospetto indice di scarsa consapevolezza dell’importanza del proprio personale contributo all’interesse generale. Per tale ragione Assologistica chiederà al Governo l’immediato riconoscimento di “servizio pubblico essenziale” per tutte le attività di logistica con relativa applicazione delle norme di cui alla Legge n. 146/90 e successive modificazioni per tutta la durata di permanenza dello stato di emergenza. Ciò favorirebbe un’accresciuta consapevolezza di tutte le componenti sociali coinvolte. Una norma di questo tipo potrebbe generare un effetto mediatico molto positivo: sarebbe chiaro a tutti che chi lavora in logistica sta contribuendo al sostegno del Paese. Naturalmente tale status viene richiesto limitatamente al periodo di permanenza dello stato di emergenza e avrebbe zero oneri per lo Stato».

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Costo delle misure di sicurezza: non solo a carico del settore

Il settore logistico ha saputo mostrare doti di resilienza, adottando soluzioni che hanno coinvolto in primis l’attività degli addetti della logistica. A livello di attività, quali ad esempio la pianificazione, l’adozione dello smart working si è mostrata scelta nel complesso vincente. Garantire l’esecuzione di operazioni attraverso lo schermo di un computer non è però stato possibile per quelle attività che in logistica necessitano della presenza sul campo (penso all’allestimento degli ordini, al trasporto, alla distribuzione fisica delle merci).

«In questo caso l’emergenza sanitaria – ha ricordato Gentile – ha costretto gli operatori logistici a fronteggiare la necessità di garantire sicurezza e salute sul luogo di lavoro, con azioni quali la distribuzione di Dpi (dispositivi per la protezione individuale) o la costante sanificazione delle aree magazzino e così via. E questo ha comportato oneri e costi aggiuntivi che – specie se protratti nel tempo (come pare inevitabile che sia) – non possono essere totalmente a carico degli operatori del settore né possono essere ribaltati completamente sui committenti. Ricordo che Assologistica aveva chiesto già dallo scorso mese di aprile il riconoscimento di un credito di imposta del 50% su tutte le spese sostenute in applicazione delle misure previste dal già citato Protocollo per il contenimento della diffusione del virus covid-19 negli ambienti di lavoro. I costi ammessi al credito di imposta sono quelli sostenuti con decorrenza 1/3/2020 e fino al 31/12/2021».

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Cambio di passo: più efficienza e meno burocrazia

L’Italia è entrata nella pandemia covid-19 in una situazione già precaria e con un’economia fragile.

«Se vogliamo prepararci a fronteggiare le contingenze del presente e quello che sarà il post-pandemia – ha aggiunto Gentile – ci vuole un cambio di passo, con uno Stato che scelga con decisione l’efficienza e non le pratiche burocratiche. In questi giorni – col riprendere vigore dell’emergenza sanitaria – siamo di nuovo nell’occhio del ciclone, tuttavia Assologistica è sempre più convinta che dall’emergenza sanitaria si debba e possa uscire dando vita a un piano nazionale di sviluppo industriale nel quale il sistema logistico sia parte integrante, basato principalmente su un forte ridimensionamento del costo del lavoro e su una reale semplificazione burocratica».

 

Contratti di servizi logistici: inserimento nel codice civile

«Restando in ambito burocratico segnalo che la nostra Associazione ha deciso di chiedere un intervento governativo e parlamentare per l’inserimento nel codice civile del contratto di servizi logisticiha chiarito Gentile –  l’operatore logistico si trova infatti tuttora sfornito di tutele normative previste invece per altri soggetti che svolgono specifiche fasi dell’attività di logistica. Tra i differenti vantaggi della revisione da noi richiesta occorre annoverare un calo del contenzioso civile, le cui cause oggi sono determinate non solo da ragioni di inadempimento, ma proprio da difetti sull’interpretazione delle norme che la nuova normativa andrebbe a risolvere. Giova ricordare che l’ingresso tra i contratti tipici consacrati nel codice civile rappresenta inoltre il riconoscimento di un modello contrattuale che disciplina quotidianamente la movimentazione delle merci nel nostro Paese, contribuisce in modo rilevantissimo alla crescita del Pil e garantisce il sostentamento di milioni di persone».

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Rinnovo del contratto dei lavoratori della logistica: iter laborioso, ma in evoluzione

Gentile ha poi affrontato il tema del rinnovo del contratto dei lavoratori della logistica. Il tavolo di rinnovo di tale contratto, scaduto a dicembre 2019, aveva appena iniziato i lavori, resi difficili dalla numerosa e composita compagine datoriale (sono presenti al tavolo più di 20 organizzazioni datoriali) quando la crisi sanitaria ha di fatto interrotto il negoziato.

Nonostante l’interruzione del confronto le controparti non si sono mai perse di vista in questi mesi: il tema degli ammortizzatori sociali così come quello della tutela della salute con la firma dei protocolli ha tenuto vivo e incessante il confronto con uno spirito che si può definire collaborativo.

Ora il sindacato, a partire dal livello confederale, chiede di tornare al tavolo delle trattative e nei mesi di settembre e ottobre le parti si sono nuovamente incontrate. Ovviamente gli incontri sono avvenuti in gruppi ristretti o da remoto ma non è solo la modalità degli incontri che è cambiata, anche i temi del confronto in questa fase non saranno i soliti: come chiede il sindacato si affronterà il tema dello smart working, ma andrà valutato se questa modalità, dove tecnicamente possibile, sia una scelta organizzativa efficace perché è chiaro che l’emergenza ha imposto scelte emergenziali che costringono ad adattarsi, ma con il ritorno alla normalità la scelta andrà valutata dal punto di vista economico e organizzativo.

Inoltre partendo dall’importanza strategica del mondo della logistica, e consapevoli delle difficoltà che il settore deve affrontare, le parti intendono proporre alle istituzioni misure a sostegno delle imprese e dei lavoratori ma anche azioni e interventi per la prevenzione delle irregolarità e lo sviluppo della legalità. 

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I tempi impongono flessibilità, anche nei contratti di lavoro

«Assologistica non intende sottrarsi al confronto sui temi classici di un rinnovo contrattuale – ha detto Gentile – ma di fronte a una situazione di estrema incertezza come quella che stiamo vivendo la prima preoccupazione deve essere il mantenimento sul mercato delle aziende e la salvaguardia dei posti di lavoro. Il tutto con una chiave di lettura improntata a una contrattazione nella quale la componente “flessibilità” sia messa in primo piano, riuscendo ad adeguare le regole del lavoro alle esigenze del business e alle contingenze che la pandemia siamo certi non ci risparmierà».

 

Istituzioni e Associazioni: è l’ora del dialogo 

«Dovendo pensare alla situazione contingente e all’innegabile ruolo strategico del nostro settore, quello che come Assologistica chiediamo con forza è che le istituzioni (e in primis il ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, nostro principale referente) coinvolgano gli operatori del settore e le Associazioni che li rappresentano in un dialogo costante, confrontandosi con noi sulle azioni concrete che occorre e occorrerà intraprendere in maniera tempestiva. Spetterà poi – nel caso di Assologistica – fungere da indispensabile trait d’union tra mondo politico e mondo operativo, con vantaggi per tutti» ha concluso Gentile.

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