Il periodo delicato che l’Italia e il mondo intero stanno affrontando ha messo a dura prova la supply chain lungo tutta la filiera produttiva, sia dal lato dell’operatore logistico che della committenza. In questo scenario gioca un ruolo fondamentale la capacità di trovare velocemente soluzioni e nuove best practice.

Ne sa qualcosa GEFCO, player globale nella logistica industriale e top europeo nella logistica automotive. Per capire come l’azienda ha affrontato la ‘fase 1’ dell’emergenza sanitaria (e trarne elementi per affrontare la situazione attuale) abbiamo intervistato Fernando Pinto, Direttore Generale di GEFCO Italia.

L’articolo «LOCKDOWN un’opportunità di evoluzione e cambiamento» è apparso per la prima volta sul numero 6/2020 di Logistica .
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Il core business

Il lockdown mondiale è arrivato in un momento di florido sviluppo per GEFCO Italia, sia in termini di potenziamento delle linee nazionali ed internazionali che di diversificazione dei servizi offerti.

«Nel nostro Paese, l’azienda conta oggi filiali dirette a Torino, Milano, Padova, Bologna, Firenze e Atessa, oltre a 4 compound automotive e 3 siti di logistica. Grazie ad accordi esclusivi con operatori logistici locali, inoltre, GEFCO è presente nelle restanti regioni d’Italia e garantisce ai propri clienti la copertura totale del territorio nazionale con collegamenti giornalieri diurni e notturni».

Le sue principali priorità sono l’integrazione e l’ottimizzazione delle supply chain dei clienti, la garanzia di elevati standard qualitativi, nonché l’innovazione continua. Lo scopo prioritario dell’azienda nel periodo di emergenza Covid-19 iniziato nel marzo scorso è stato garantire la continuità del business dei suoi clienti, proteggendo al contempo le persone, sia interne che esterne.

 

La reazione al lockdown: operatività al 100%

«Le principali difficoltà emerse nell’arco dei mesi di marzo e aprile sono state “esterne”, legate quindi al mercato e alle restrizioni in diversi tempi attuate per contenere la pandemia, ed “interne”, relative alla rapida riorganizzazione delle attività per rispondere alla situazione».

Il Direttore Pinto ci ha spiegato che GEFCO Italia si è trovata immediatamente a fare i conti con una grande volatilità dei volumi, con picchi sia in positivo che in negativo a seconda del settore industriale.

 GEFCO ha affrontato il periodo di emergenza sanitaria con nuove best practice in termini di sicurezza, efficace smart working, il distanziamento nei centri logistici e l’uso delle piattaforme di comunicazione per gestire il rapporto con clienti e fornitori 

«Siamo riusciti a mantenere l’operatività prossima al 100% dei nostri hub logistici; tuttavia, queste circostanze senza precedenti hanno reso estremamente difficile l’esecuzione dei flussi logistici dei nostri clienti, sia per la riduzione di trasportatori presenti sul territorio, che per le chiusure temporanee o le riduzioni d’orario di molti destinatari».

Nello scenario del trasporto internazionale marittimo e aereo, GEFCO si è trovata a dover fronteggiare la chiusura dei porti cinesi e la graduale riduzione dei voli, con disponibili solo i cargo, e la conseguente riduzione della capacità ed un rilevante aumento dei costi delle compagnie aeree in import ed export.

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Operatività: le soluzioni adottate

«In queste settimane abbiamo puntato la massima attenzione sulla comunicazione con i nostri clienti, preoccupandoci di informarli tempestivamente sull’andamento del mercato, dei carrier e del trasporto all’estero, nonché sulle alternative da noi offerte. Come, ad esempio, il potenziamento del trasporto ferroviario, una carta vincente in questo contesto che vede le tradizionali modalità di trasporto più difficoltose e complesse. Inoltre, abbiamo provveduto ad una efficiente organizzazione di trasporti urgenti e dedicati (Time Critical) con instradamenti speciali attraverso i nostri Gateway europei».

La ricerca di soluzioni efficaci come il trasporto intermodale in fase di emergenza sanitaria è stata fondamentale soprattutto per quelle aziende che hanno visto aumentare i flussi di merci; si pensi all’e-commerce o ai produttori di mascherine. Tale sforzo, è andato di pari passo con le necessarie azioni all’interno dell’azienda, in termini organizzativi e strutturali.

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Riorganizzazione del lavoro e degli spazi

«Abbiamo rapidamente messo in atto azioni di distanziamento sociale per minimizzare i contatti tra tutti gli addetti della filiera, chi poteva svolgere lavoro da remoto ha iniziato a lavorare in smart working, mentre chi non poteva fare a meno di recarsi presso le sedi, rigorosamente soggette a sanificazione continua, ha indossato i dispositivi di protezione personale ed ha adottato tutte le accortezze del caso. Abbiamo il più possibile declinato “in digitale” le attività di trasporto e consegna; un insegnamento da cui potrebbero nascere nuove prassi che miglioreranno di fatto la qualità di vita e di lavoro dei nostri dipendenti».

La sicurezza resta quindi la priorità per GEFCO, un fattore che sottolinea l’importanza del capitale umano, di cui ci ha largamente parlato il General Manager Pinto.

«Abbiamo risposto prontamente ad ogni richiesta del personale, lanciando anche diverse iniziative per restare uniti tramite le nostre piattaforme. Ma soprattutto, per garantire la business continuity, abbiamo avviato in tempi molto rapidi lo smart working, fornendo la strumentazione ed i software necessari».

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Adattamento e cambio culturale

Se è vero che ogni crisi permette di dare il meglio di sé per superarla e ricominciare più forti che mai, allora il Covid-19 nel mondo della logistica ha potuto fungere da “cartina di tornasole” delle diverse realtà. Dalla chiacchierata con il manager è emerso un altro aspet- to cruciale della riorganizzazione post Covid-19: il cambiamento culturale.

«Questa emergenza ci ha permesso di riflettere da una nuova prospettiva, facendoci realizzare che il lockdown più difficile da superare è quello culturale». L’utilizzo delle nuove best practice in termini di sicurezza, lo smart working eseguito in modo impeccabile ed efficace, il distanziamento e l’attenzione nei centri logistici e l’uso delle piattaforme di comunicazione per gestire il rapporto con clienti e fornitori, hanno fatto di GEFCO un player pronto all’istante ad affrontare un periodo mai visto in precedenza. Ma è soprattutto sullo smart working che pone l’accento Fernando Pinto.

 

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«L’insegnamento più prezioso da questo periodo di emergenza è stato comprendere l’importanza dell’adattamento. Davanti alle difficoltà crescenti, i nostri dipendenti e collaboratori in modo singolo, ma anche nel contesto dell’intera struttura ed i nostri partner, hanno dato dimostrazione di sapersi adattare, evolvere e riorganizzare efficacemente e velocemente.

È stata evidente la fattibilità, l’utilità e l’importanza dello smart working, inteso come lavoro agile da casa, una necessità che procura molteplici effetti positivi a cascata, come una migliore qualità di vita e di lavoro, il minor affollamento dei luoghi di lavoro con il conseguente risparmio degli spazi e dei consumi, con il risultato di risparmio economico, nonché meno traffico e inquinamento, a tutto beneficio del Pianeta».

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Un nuovo futuro

I mesi a venire impegneranno GEFCO nell’ottimizzazione dei flussi e mezzi in uno scenario che ha fatto crescere in modo vorticoso l’e-commerce e che, probabilmente, ha posto le basi per nuove abitudini di acquisto in cui lo strumento digitale farà la parte del leone.

«Bisogna essere dinamici e concentrarsi su nuovi modelli e soluzioni per la logistica dell’ultimo miglio, in cui la sostenibilità ambientale giocherà un ruolo chiave per vincere le sfide logistiche del futuro».

In questa direzione, cambieranno anche le modalità di relazione con i nostri clienti e potenziali clienti, utilizzando al meglio la tecnologia per collaborare virtualmente. Tra le concrete azioni digitali in risposta al difficile periodo, GEFCO ha investito in efficaci iniziative di e-mail marketing, nella comunicazione online e sui social network.

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